
Come zio Paperone immerso nelle gelide acque del fiume Yukon, setaccio i residui calcarei del greto, filtrando quello che di buono e costruttivo c'è dalla mia "batosta carpense".
La prima buona notizia è l'esclusione di qualsiasi complicanza di tipo osseo all'anca: il parere medico ed il comune buonsenso indicherebbero riposo e cautela per riprendersi del tutto da quello che appare nulla più di un affaticamento muscolare.
La seconda buona novella è che il mio polso (microfrattura del tutto trascurata, bravo mona!) è in via di totale guarigione: anche qui, si suggerisce riposo cautelativo.
Ciò premesso, essendo totalmente privo di buonsenso, andrò a correre la maratona di Venezia: fare due maratone in due settimane per uno come me era già una cazzata prima, viste le premesse di cui sopra lo è ancora di più, ma...
...devo spiegare le ragioni che sono certo molti di voi intuiscono e condividono?
Un solo obiettivo: arrivare al traguardo con quel sorriso che a Carpi non sono riuscito a fare, a prescindere dal tempo che impiegherò per arrivare in Riva Sette Martiri.
"La domanda era come affrontare l'esperienza del fallimento. La sconfitta in sé non è molto importante. Il punto cruciale è ciò che avviene immediatamente dopo, le ripercussioni interiori, il mettere in discussione se stessi, anche la disperazione. Si ricomincia da capo e quindi si presenta la possibilità di conoscere i propri limiti e di crescere grazie ai proprio dubbi. Il mio atteggiamento interiore è stato modificato soprattutto dagli insuccessi. Questo non mi ha reso più mansueto, solo più tenace. Il fallimento infatti ci mostra con chiarezza i nostri limiti. Per questo motivo l'insuccesso è un'esperienza più forte del successo. Arrivare in vetta significa avercela fatta e basta, niente di più e così il traguardo è vanificato. Con il fallimento invece il traguardo resta." (Reinhold Messner - La mia vita al limite)
Grazie Sarah!
La prima buona notizia è l'esclusione di qualsiasi complicanza di tipo osseo all'anca: il parere medico ed il comune buonsenso indicherebbero riposo e cautela per riprendersi del tutto da quello che appare nulla più di un affaticamento muscolare.
La seconda buona novella è che il mio polso (microfrattura del tutto trascurata, bravo mona!) è in via di totale guarigione: anche qui, si suggerisce riposo cautelativo.
Ciò premesso, essendo totalmente privo di buonsenso, andrò a correre la maratona di Venezia: fare due maratone in due settimane per uno come me era già una cazzata prima, viste le premesse di cui sopra lo è ancora di più, ma...
...devo spiegare le ragioni che sono certo molti di voi intuiscono e condividono?
Un solo obiettivo: arrivare al traguardo con quel sorriso che a Carpi non sono riuscito a fare, a prescindere dal tempo che impiegherò per arrivare in Riva Sette Martiri.
"La domanda era come affrontare l'esperienza del fallimento. La sconfitta in sé non è molto importante. Il punto cruciale è ciò che avviene immediatamente dopo, le ripercussioni interiori, il mettere in discussione se stessi, anche la disperazione. Si ricomincia da capo e quindi si presenta la possibilità di conoscere i propri limiti e di crescere grazie ai proprio dubbi. Il mio atteggiamento interiore è stato modificato soprattutto dagli insuccessi. Questo non mi ha reso più mansueto, solo più tenace. Il fallimento infatti ci mostra con chiarezza i nostri limiti. Per questo motivo l'insuccesso è un'esperienza più forte del successo. Arrivare in vetta significa avercela fatta e basta, niente di più e così il traguardo è vanificato. Con il fallimento invece il traguardo resta." (Reinhold Messner - La mia vita al limite)
Grazie Sarah!
27 commenti:
non devi spiegare nulla, e poi messner ha già detto tutto. per me era scontato, ma sentirtelo dire m'infonde quietitudine.... ;)
ps. moolto evocativo lo sfondo...
Fat due maratone in due settimane?
A Carpi hai fatto un lungo ;)
Yò, già sai!
Bello è il "muretto"? Era da un po' che lo avevo in mente... :)
Master, è quello che sto cercando di far credere alla mia mente: "Hai fatto un Lungo... 0hai fatto un Lungo... hai fatto un Lungo...". Vediamo se si convince! :D
noi impariamo dalle sconfitte, non ce niente da fare :)
Ps. attenzione c'è anche chi non impara nulla!! :(
Tosto, vecchia canaglia, riusciamo a vederci in quel di Venezia?!?!?
Daidaidai!!
La microfrattura al polso sappiamo perfettamente come te la sei procurata e capiamo(sempre perfettamente) perchè non te la sei sentita di fare un post esplicativo : ASSOLTO ...fatto non costituisce reato !!!
Per il resto tentare Venezia dopo il fallimento di Carpi è da veri cazzoni... ma ti voglio troppo bene per dirtelo davvero: ASSOLTO ...stavolta per mancanza di prove
PS
Porta al traguardo almeno un paio di baffi ....ecchecaz...
La tua Carpi non è un fallimento visti i fattori intercorsi,io la penso così e non cambio idea..
Rilancio,se non tiri consapevolmente il freno a mano per altre ragioni arrivi prima di Carpi malgrado un percorso meno favorevole..
Comunque ti auguro un'esperienza da ricordare. ;)
La cosa importante è che hai sciolto le riserve e sei pronto per partire per Venezia. Forza Marcè, daje dentro :D
;@))) e vvaaaiiii
Vai leggero e tieni tutto per il 24... io ho na mezza bronchite :)
UOMO DIREI CHE MESNER TI HA GIA DETTO QUELLO CHE VOLEVI SENTIRTI DIRE!
ti dò un aiuto psicologico:
i successi fanno crescere molto più degli insuccessi.
ihihih!
luciano er califfo.
Vai Fat, c'è chi nasce per essere prudente e timoroso; non è il tuo caso! Se il tuo istinto ti dice di correre, CORRI e in bocca al lupo per Venezia. Complimenti per "il muro" del blog.
“Se oggi è il rischio che da la forza ad una via, io penso che siamo fuori strada”. Questa la dura riflessione di Reinhold Messner dopo Walter Nones...
Facendo Venezia sfidi la sorte? Rischi?
Pensa solo che quello che tu hai definito un fallimento per molti altri sarebbe l'apoteosi, oppure rileggiti un anno fa... A Venezia ti voglio cattivo al punto giusto in gara e sorridente "comesolotusaiessere" all'arrivo, accada quel accada. OK?
Concordo con Master. Hai fatto un lungo non una maratona. Vedrai che al traguardo ci arriverai eccome!
wow, che bella la frase di messner...
quello di carpi e' stato un lungissimo di 35 km .... venezia sara' la tua MARATONA
sei il mio eroe! Perchè sono a Boston altrimenti ti avrei seguito in bicicletta, partendo da Milano!! Giuro!!
se riesco vengo volentieri ... adesso vedo!
Daje Fat... come per il mangiare : quello che non strozza, ingrassa...!!!
Buona Venezia allora.....
Grazie di cuore a tutti per i tanti incoraggiamenti e per le sporadiche subliminali gufate; entrambe mi spingono in egual misura a dare il meglio di me! ;)
Vedi fat tu devi fare la maratona di venezia, come io per vendetta feci Russi ravenna dopo treviso.....non importa quanto ci metterai, io ti capisco perfettamente, vai e corri la tua ennesima maratona...
ah Marcello, mi servirebbe fino alla Mezza a 5' 40"/Km, poi dovresti aumentare per farmi arrivare entro le 4 ore....mi raccomando eh.
DAI CHE SCHERZO !! CI DIVERTIREMO !! :)
(comunque se mi fai da personl pacer.... ;) )
Fat...scusa ma ho letto solo ora questo post.
In bocca al lupo per Venezia.
Belle le parole di Messner anche se secondo me i successi aumentano la fiducia in se stessi!
Frà, hai colto il segno: più che vendetta o rivincita è necessità di concludere un discorso lasciato a metà.. ;)
Nicola, a pochi giorni di distanza non so ancora che tipo di gara andrò a fare; di certo so che partirò con l'idea di sparare tutte le cartucce che mi rimangono, quindi le nostre aspettative iniziali sono differenti; ma se dovessi scoppiare, vi aspetto e la finiamo assieme, ok? ;)
Mauro, le vittorie sono fondamentali, gratificano gli sforzi fatti e danno morale per gli obiettivi futuri...e sarei davvero bamba se non le preferissi alle sconfitte. Ma con il senno di poi devo dire che Carpi mi ha insegnato davvero tanto, ha ricollocato le mie motivazioni in un'ottica diversa...insomma, mi ha dato tanto anche se al momento sembrava che mi avesse tolto tutto. Sarà così anche per la tua Amsterdam, vedrai.. ;)
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