
In attesa dell'inevitabile squalifica della FIDAL per "dopaggio molesto" (nella foto, l'analista di laboratorio mentre cerca nella provetta tracce di urine in quello che al microscopio risulta essere Barolo al 99,9%), mi rendo conto che non ho risposte alle mie domande: sono un inconsapevole paraculo o semplicemente sottovaluto l'effetto chip, quello che toglie qualche minuto anche alla più rosea previsione durante la gara?
La realtà è che atleticamente ancora non mi conosco, faticando a dare la giusta valutazione ai miei allenamenti e (che bello!) rimanendo basito di fronte a certi riscontri cronometrici.
Avevo parlato di una strategia che prevedeva un passo di 4' 45'' - 4' 50'' sinchè reggevo, ma questa naufraga già dai primi chilometri che se ne vanno ad una media di 4'34''.
Ad ogni rilevazione chilometrica mi urlo nelle orecchie un "rallenta Fat, che poi scoppi!!!", ma non ce la faccio, nonostante cerchi di rallentare, mi escono sempre quei tempi lì.
Dopo 5-6 km di angoscia esistenziale causato dal ritmo scriteriato, decido di autofanculizzarmi, lasciando correre le gambe come si sentono e vedere come va a finire: passo il 10° km a 45'13'' (eguagliando al secondo il mio personale - scemoscemoscemo...) e mi accingo a sorbirmi il tratto più brutto della gara, quello che coincide con il paesaggio più vuoto e con la fatica che fa capolino: da lì il mio ritmo si assesta con regolarità a 4' 40'', sempre comunque ben al di sotto del ritmo gara teorico.
Mi godo il panorama della ciclabile tra Arco e Riva: il tempo è stato decisamente clemente, coperto, fresco e solo leggermente ventilato (contro, ovviamente...).
Verso il 15° km inizio la solita lotta interiore, con la dannata vocina che mi invita a rallentare ed il mio samurai interiore che la controbatte stringendo i denti con un subdolo "ancora un chilometro così poi ne riparliamo...", e via così per altri 3 o 4 Km, sino a quando ormai capisco che è fatta ed allora "vorrai mica cedere adesso che ne mancano solo 3 o 4?".
Non si cede di un metro. Sputerò un pezzo di polmone nel Garda dello splendido lungolago, ma non cedo.
E quando alla fine vedo il gonfiabile del traguardo con il cronometro che scandisce gli ultimi 10 secondi prima dell'ora e 40, alzo entrambe le braccia al cielo abbracciando virtualmente il mio Real Time: 1h 38' 44''.